Saturday, 27 April 2013

Day #81

I've been working at the Trattoria for more than a month now and as sad as that is, today was the first time I actually managed to open the Chianti basket bottle without embarassing myself or needing any assistance. 
Both Davina and Tunda tried to show me before, but I never quite got the hang on the technique till tonight - I can be pretty dumb if I want to. About time, I dare say. Turned out it wasn't difficult at all (!) of course the problem was all in my head: whenever I heard the bell calling to serve the Chianti to a table I'd hurry to be busy doing ANYTHING else and never got to practice with the bottle openers we have at the restaurants.

This morning, after breakfast shift, I went to the Hamilton library and robbed it. Just  kidding, but I did indeed check out a couple of (read: six) new books. Some of them I've never heard before, others were the inspiration to si-fi movies and last but not least, I got even a classic. I picked up Great Expectations by Charles Dickens because I was in a kind of Victorian-Age withdrawal after finishing The Infernal Devices series last week and that was the first option available. Not to mention that Great Expectations and A Tale of Two Cities are both featured in the saga, especially the latter as its love triangle is compared to that of Will, Tessa and Jem. 
Anyways, I am in no way comparing the work of Ms. Clare to that of Mr. Dickens, I'm just saying that I love England in XIX Century (huge Jane Austen fan right here) and pretty much every novel I read set in that time frame has just something awesome about it. All the changes the Country went through, the industrial revolution, dress and behaviour code, social gatherings, do I need to go on?
But yeah, I'm almost 100 pages into it already and I'm liking it so far. I remember reading a passage of Bleak House in High School and being thoroughly puzzled. I couldn't have been more confused and Dickens was just describing London's fog. Oh well, I'm glad this one seems easier.

Lavoro alla trattoria da più di un mese, ma solo oggi per la prima volta sono riuscita a stappare la bottiglia di Chianti senza mettermi in imbarazzo o dover chiedere aiuto. A mia discolpa, sembrava purtroppo non c'è scusa plausibile.
Sia Davina che Tunda hanno cercato varie volte di mostrarmi o spiegarmi la teoria, ma immancabilmente, ogni volta che provo facevo cilecca, fino a stasera - alla buon'ora, direi. Alla fine non è così difficile come pensassi (!) e naturalmente il problema principale era nella mia testa. Ogni volta che suonava il campanello per servire una nuova bottiglia di chianti, io prendevo e mi affrettavo a trovare qualcosa di alternativo da fare. Qualsiasi cosa. Così è andata a finire che non mi sono mai esercitata con i cavatappi che usiamo al risorante e ogni volta temevo il momento in cui qualcuno avesse voglia di bere Chianti.

Questa mattina, dopo aver servito la colazione e finito il mio turno, sono andata in biblioteca qui in Hamilton e l'ho svaligiata. Ovvio, è un'esagerazione, ma sono andata via con un paio (leggi: sei) nuovi libri. Alcuni non ne ho mai sentito parlare, da altri due hanno tratto due film fantascientifici gli anni scorsi e da ultimo, un classico. Ho preso Grandi Speranze di Charles Dickens perché da quando ho finito la saga Shadowhunters - Le Origini sono in astinenza da Inghilterra Vittoriana e questo era il primo romanzo disponibile. Per non dire che sia Grandi Speranze che Racconto di Due Città, sempre di Dickens, figurano entrambi nella saga. L'ultimo soprattutto, dal momento in cui il suo triangolo amoroso viene paragonato a quello di Will, Tessa e Jem.
No, con questo non voglio paragonare un autore del calibro di Dickens con Cassandra Clare, dico solo che adoro l'Inghilterra del XIX° Secolo (fan sfegatata di Jane Austen, a rapporto) e che più o meno tutti i romanzi che ho letto ambientati in questo periodo avevano un quel certo non so che di magnifico! Tutti i cambiamenti che scombussolano il Paese, la seconda rivoluzione industriale, il codice di comportamento e le mode dell'epoca, gli incontri sociali.. devo andare avanti?
Comunque, sono a circa 100 pagine dall'inizio del romanzo e per ora mi sta piacendo. Mi ricordo di aver letto al liceo un brano tratto da Casa Desolata e di non averci capito un accidente. Sul serio, non sarei potuta essere più confusa e Dickens stava semplicemente descrivendo la nebbia di Londra! Son contenta che questo romanzo sembri più facile.