Wednesday, 17 July 2013

Day #162

Typing from my room in Hamilton, QLD. I got back from Sydney tonight at around 8pm.
Today was a quieter day. I took my time in checking out from the hostel: I slept in - I allowed myself to wake up at 8:30 instead of setting my alarm at 7am as I did the previous couple of days; took a shower, enjoyed breakfast, packed everything, checked one last time the timings for my train to the airport and then left.

I visited Newtown. A suburb that once was very alike Fitzroy, VIC, but now, despite keeping the status of hipster district with its retro shops and peculiar restaurants and bars, is far cleaner and definetely not as shabby as the latter.

I had a savoury crêpe for lunch and basically I think I overdid it, getting also a slice of banana bread in another café. In both places, I sat far longer than it took me to finish my meals because I didn't really feel like dragging my handluggage for a whole day like I did on Sunday and besides I was too caught up into Tess of the d'Urbervilles to put it down!

When I set to leave for the airport, I found myself at some Godforsaken train station where they had just one selling machine that accepted only cash - and I was 60 cents short in order to buy my ticket! I had to beg a stranger that luckily was passing that way. In case you were wondering, yes, it was embarassing. And no, there weren't any ATMs in the neighbourhood.

The flight back to Brisbane went all right, but we landed with some twenty minutes delay because someone is clearly having an hard time managing the air traffic in Brisbane Airport. Tony was nice enough to come and pick me up!

I just remember a small anecdote I forgot to share with you the other day. Sunday afternoon, after my heart skipped a beat at the sight of the Sydney Harbour, I found myself wandering through The Rocks, and I might have had a funny expression painted on my face because one policewoman asked me whether I needed any help. ''Oh, I'm just taking it all in,'' I answered her.

Perché ogni volta scrivo così tanto?!?! Devo volermi proprio male!!!
Scrivo dalla mia camera in Hamilton, Queensland. Sono tornata da Sydney questa sera intorno alle 8.

Oggi è stata una giornata più quieta delle precedenti. Mi sono presa il mio tempo per lasciare la camera libera in ostello: mi sono svegliata tardi - puntando la sveglia alle 8 e 30 invece che alle 7 come nei giorni precedenti, con calma mi sono fatta una doccia, preparata la colazione, chiuso le valige e controllato un'ultima volta gli orari del mio treno per l'aeroporto.
Ho visitato Newtown, un sobborgo che in passato corrispondeva al Fitzroy di Melbourne, ma che adesso - nonostante sia ancora sinonimo di cultura hipster, bar e ristoranti particolari, per non parlare di negozi vintage, gallerie d'arte e librerie indipendenti - non si avvicina lontanamente allo squallore di quest'ultimo.
Per pranzo ho mangiato una crêpe salata e credo di aver esagerato con l'ordinare una fetta di banana bread nel bar in cui successivamente mi sono presa un caffè. In entrambi i posti, sono rimasta seduta molto più a lungo di quanto mi ci sia voluto a finire la consumazione, perché a) non ero troppo incline a trascinarmi dietro il bagaglio a mano per tutto il giorno come invece avevo fatto domenica b) ero troppo presa dalla lettura di Tess dei d'Urbervilles per mettere giù il libro!

Quando infine mi sono decisa a mettermi in marcia verso l'aeroporto, sono finita in questa stazione intermediaria - McDonaldtown, un nome un programma! - in un posto dimenticato dal Signore, dove l'unica macchinetta che vendeva i biglietti non accettava carte di credito - e a me mancavano 60 centesimi per acquistare il biglietto con i contanti. Mi sono ritrovata a implorare un passante di prestarmi sessanta centesimi, perché ovviamente nei paraggi non c'era un bancomat a pagarlo! Nel caso ve lo steste chiedendo, sì, è stato parecchio imbarazzante.

Il volo di ritorno è andato bene, anche se siamo atterrati a Brisbane con più di 20 minuti di ritardo, perché a quanto pare c'è qualcuno che non è in grado di gestire il traffico aereo in entrata e in uscita dall'aeroporto. Tony è stato così gentile da passare a prendermi e portarmi a casa.

Mi sono appena ricordata di un aneddoto a cui non ho mai accennato, e che credo riassumi bene gli ultimi quattro giorni a Sydney. Domenica, dopo aver perso un battito al primo scorcio della Sydney Harbour, mi sono ritrovata a girovagare per The Rocks. Dev'essere che avevo un'espressione strana in viso, perché una degli addetti al traffico mi si è avvicinata e mi ha chiesto se avevo bisogno di indicazioni per andare da qualche parte. 'Sto solo cercando di processare tutta questa meraviglia,' ho detto, indicando l'aria intorno a me.